La pubblicità d’autore in mostra a Londra
Filmati-Poster-Video Clip-Oggetti-Firmati Ridley Scott , Alan Parker , Andy Warhol. In mostra a Londra.
Andy Warhol , Ridley Scott , Alan Parker : sono solo alcuni dei nomi in cui potreste imbattervi leggendo il catalogo di “ Rewind “ , “ Il meglio di 40 anni di design e pubblicità “ , la nuova mostra ospitata dal 7 novembre nelle sale del Victoria & Albert Museum di Londra . Rewind è un modo , testimoniato anche dal significato stesso della parola , di andare a ritroso , di analizzare con distacco critico i 40 anni passati dalla fondazione della D&AD , la Designer and Art Director Associations ( www.dandad.org ) .
Nel 1962 infatti vedeva la luce a Londra una associazione il cui intento era quello di “ promuovere gli standard nella professione , premiare l’eccellenza e aiutare la formazione “ . Perché questa nascita fu così importante ?
Sicuramente perché fu l’inizio di una grande opera di divulgazione e promozione di categorie come marketing , design , pubblicità e design . Ma soprattutto perché significò la presa di coscienza e il riconoscimento di un processo che era stato latente fino ad allora ma che aveva avuto una importanza centrale nel determinare mode , stili e valori : il boom di creatività , ribellione e libertà che negli anni ‘ 60 avevano fatto di Londra la capitale europea indiscussa per quanto riguarda la comunicazione visiva : l’iconografia della Swingin’London , le copertine dei dischi dei Beatles , i poster di Carnaby Street .
40 anni sono passati e sono stati 40 anni densi di innovazioni nel tessuto della società , che si sono naturalmente trasformate in innovazioni nella comunicazione , nella pubblicità e nello stile .
La mostra quindi ripercorre 40 anni di “ Yellow Pencil Award “ , le matite gialle , concorso istituito nel 1963 da Lord Snowdon : 403 opere selezionate su 3.5000 , 25 mila visitatori . 40 anni dopo i numeri sono un po’ cambiati ( nel 2001 sono state presentate 18mila candidature ) , ma il concetto portante rimane lo stesso : selezionare il meglio della produzione artistica mondiale , ma soprattutto costruire un archivio unico per quanto riguarda l’evoluzione della creatività nel design e nell’ art directing .
La mostra si divide in nove sezioni che coprono la variegata galassia di discipline della cosiddetta “ Commercial Art “ ( Graphic Design , Poster-Press , Radio Advertising , Packaging , Product-Design , Interactive Media-Websites , Environmental Design , Moving Image ) , tra le quali si aggirano “ mostri sacri “ come Chris Cunningham , David Bailey , oltre ai già citati Ridley Scott , Alan Parker e Andy Warhol .
Rewind nasce dalla collaborazione tra D&AD e V&A , due tra le associazioni più importanti del settore . Jeremy Myerson , curatore della mostra e professore di Design studies al Royal College of Art di Londra , presenta così la mostra : “ Rewind vuole documentare l’evoluzione della cultura visiva degli ultimi quarant’anni . Vista dai professionisti di A&AD . Una delle sue attrattative sarà anche quella di ricordare ai visitatori gli oggetti della comunicazione che hanno accompagnato alcuni periodi della loro vita . La copertina di un disco degli anni ’60 come uno spot degli anni ’70 . Di solito tendiamo a pensare che sia l’arte ” alta ” a disegnare il fondale delle nostre vite . L’arte ” commerciale ” è altrettanto presente . Le campagne pubblicitarie , i logo , i dischi , i poster incorniciano il passato. “
Quindi arte commerciale che pervade di sè le nostre giornate , i nostri momenti , il nostro stesso essere . Design , marketing e pubblicità diventano per noi ” linguaggio ” , diventano un modo per comunicare , per ricordare e per semplificare la complessità della realtà sociale. Uno dei cambiamenti più epocali del ’900 può essere infatti individuato nella conquista , da parte del design , di un ruolo centrale nelle nostre società . Ogni oggetto deve avere oggi un bel design , deve essere ” bello ” , ” speciale ” . Tutto ciò è stato dato da altre rivoluzioni che hanno reso possibile l’avvento dell’ ” era del design ” : le nuove tecnologie , le ricchezze sempre maggiori , il ruolo sempre più ampio assunto dagli strumenti di consumo e dalla loro centralità nella società della ” quarta dimensione ” .
Il consumo pervade di sè tutta la società , la plasma , fa sì che l’individuo sia portato culturalmente ed emotivamente a entrare in un negozio per comprare un oggetto , e stia male , sia in contrasto con le norme e i modelli della società se non riesce a comprare . La totale razionalizzazione assunta come modello degli strumenti di consumo può portare a esiti paradossali , come inefficienza , disumanizzazione e perdita di controllo . Il consumo quindi diventa una grande istituzione totale , all’interno della quale l’individuo è portato a seguire leggi sociali che inevitabilmente ne costringono e ne limitano l’azione autonoma , determinando l’insorgere di vere e proprie patologie.
La mostra naturalmente non prende in considerazione criticamente tutto ciò , essendo al contrario la ” vetrina ” a livello artistico e culturale degli strumenti di consumo , ma può essere comunque interessante dare un’occhiata alle opere presentate , proprio per poterle prendere come un punto di partenza per una analisi personale , critica o di accettazione , dei processi artistici e di comunicazione che pervadono la nostra società.
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